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Salvatore Calì, nato in Sicilia (Misterbianco (CT),1966), vive e lavora a Gorizia.
Artista concettuale e multidisciplinare, dopo studi tecnico scientifici approccia da autodidatta il fare dell'arte. Attivo sin dal 1987, riprende il suo fare nel 2010 dopo una pausa decennale, durante la quale ha ricercato, studiando, esperenziando con geomanti, sciamani e studiosi della scienza dello spirito, in particolar modo con Marko Pogačnik, artista (cofondatore del gruppo concettuale OHO di Lubliana).
Fotografia, video e performance, sono i principali mezzi con i quali esprime riflessioni intorno a tematiche dove mistica, scienza, natura, discorso sociale divengono gesti, azioni e opere, che interagiscono con l'ecosfera naturale e umana (l'invisibile "collassa" nello spazio della realtà).
Negli ultimi anni la sua ricerca lo porta ad avvicinarsi alla parola in quanto materia metafisica, resistente e politica. Parola che declina nei suoi aspetti sia segnici che sonori che di “messa in scena”. Co-fondatore del “Collettivo inSTABILI”.
Nella sua visione, arte e vita si incontrano in un utopico comune denominatore, la capacità di potere cambiare la nostra realtà o almeno la percezione che di essa ne abbiamo.
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